Affrontare un percorso di fecondazione assistita non significa solo sottoporsi a esami, ormoni e protocolli medici. Significa anche affrontare un vortice di emozioni: speranza, paura, frustrazione, ansia. E tutto questo può influenzare concretamente l’esito del trattamento.
Molti studi e testimonianze mostrano come il modo in cui una coppia vive emotivamente questo percorso può fare la differenza. Non nel senso magico del “se sei positivo andrà bene”, ma perché uno stato emotivo più equilibrato aiuta corpo e mente a collaborare meglio. Lo stress cronico, per esempio, può alterare l’equilibrio ormonale e rendere più difficile l’impianto dell’embrione o influire sulla qualità degli ovociti.
Un esempio concreto: Marta e Luca
Ti racconto il caso di miei due pazienti (i nomi sono di fantasia, per proteggere la loro identità).
Marta e Luca hanno 35 e 38 anni. Dopo due anni di tentativi naturali, decidono di intraprendere un percorso di fecondazione assistita. Durante il primo ciclo, Marta è tesa, ansiosa ogni giorno. Legge ogni sintomo, ogni sensazione, come un segnale buono o cattivo. Si isola, piange spesso. Luca, dal canto suo, non sa come aiutarla e si chiude nel silenzio. Quel primo tentativo non va a buon fine.
La seconda volta, su consiglio del centro, decidono di parlare con una psicologa specializzata in fertilità e mi contattano. Iniziamo a riconoscere le loro emozioni, a parlarne tra loro senza paura. Imparano a gestire l’attesa, a non viverla come una sentenza. E il secondo ciclo, pur non essendo “più facile”, è meno carico di tensione. Il risultato? Questa volta l’esito è positivo.
Il ruolo della coppia e del supporto
Il percorso di PMA (procreazione medicalmente assistita) è faticoso, ma lo è meno quando i due partner si sostengono a vicenda e mantengono una buona comunicazione. I momenti di crisi non mancano, ma parlarne e affrontarli insieme rafforza il legame, invece che logorarlo.
A volte chiedere aiuto a un professionista è il modo migliore per affrontare le emozioni che sembrano troppo grandi da sole. La psicoterapia individuale o di coppia può aiutare a ritrovare un equilibrio, a distinguere tra ciò che si può controllare e ciò che va semplicemente attraversato.
In sintesi
Le emozioni non sono un “effetto collaterale” della fecondazione assistita: sono parte integrante del percorso. Accoglierle, con l’aiuto giusto e con consapevolezza, può rendere tutto più sostenibile e – in alcuni casi – persino aumentare le possibilità di successo.
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